don Gino Chiesa: costruire comunità attorno al Vangelo

Don Gino Chiesa, direttore dell’Ufficio e del Centro Missionario Diocesano per 18 anni, è tornato nell’abbraccio del Padre domenica 8 marzo dopo aver percorso le strade della nostra diocesi e del mondo portando con se una profonda testimonianza di Vangelo. 

Raccogliamo qui i messaggi in ordine di arrivo e i ricordi che stanno arrivando dai missionari fidei donum, dai collaboratori, dagli amici al CMD.

Chiediamo a chi volesse mandare un testo di ricordo, raccontare un pezzo di cammino fatto insieme o mandare una foto di scrivere a:  centromissionario.alba@gmail.com

 

EQUIPE NOTRE DAME ALBA2

Caro don Gino che dono grande averti incontrato! Grazie per aver camminato con noi come consigliere spirituale nell’Equipe Notre Dame Alba2  per 16 anni. Negli ultimi anni, nonostante i tuoi problemi di salute, hai accettato di prestare il tuo servizio anche nell’equipe di settore. Sei stato sempre una presenza preziosa, ci ascoltavi con il cuore e da padre delicato sapevi indicarci la direzione. Nei nostri momenti difficili ti abbiamo sempre sentito vicino.. una telefonata per sapere come stavamo o un messaggio di poche parole per dirci che tu c’eri. Ci dicevi che nelle tue preghiere ci facevi passare tutti e noi sentivamo la gioia di essere nel tuo cuore. Hai condiviso con noi la tua passione per il Vangelo, il tuo desiderio profondo per un mondo più giusto e in pace, il tuo sogno per una Chiesa rinnovata in cui i laici sono corresponsabili. Con umiltà ti sei svelato a noi anche con le tue difficoltà e noi non ci siamo mai sentiti giudicati ma sempre accolti.
Ora sappiamo che sei lì dove hai sempre desiderato, a camminare con i tuoi sandali accanto al tuo Buon Pastore. Continua a guardare a noi e a camminare con noi. Grazie. Ci mancherai…
La tua equipe Alba2-

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DON BEPPE PRETE OPERAIO

RICORDANDO D. GINO CHIESA
Ci siamo conosciuti gradualmente, nel tempo: nel Seminario di Alba, relativamente, per la  maestria e disinvoltura con cui Gino si destreggiava con la musica e l’organo, ma soprattutto in seguito, nella convergenza comune di dare fiato al Concilio Vaticano II con la scelta preferenziale del mondo operaio, a quel tempo non certamente prediletto dalla Chiesa ufficiale per motivi politici. Linguaggio comune dei preti operai era: costruire spezzoni di chiesa in classe operaia, esserci dentro, incarnazione, missione ed evangelizzazione, ministeri, uso antioperaio della fede, gente di confine.
Su quel crinale o soglia o confine s’è posto Gino qualche anno prima di me, lasciando una scia attraente, assieme a quella dell’avanguardia dei preti operai francesi, che parlavano fin dal 1943 di “Francia, paese di missione”. A distanza di 20 anni anche il nostro Paese si stava secolarizzando e scristianizzando. Ed ecco i primi germogli: pionieri furono d. Bruno Borghi e d.Sirio Politi in Toscana e d. Carlo Carlevaris a Torino, a dare un nuovo volto a quella Chiesa italiana, che intendeva “Camminare insieme nella povertà, libertà, fraternità”. “Per loro, con loro”, “Come loro”: padre Voillaume ci ha portati su questa progressione, che
aveva per noi come soggetto e non come oggetto gli operai, nella loro specificità di lavoro subordinato, manuale, quotidiano.
Nonostante le resistenze di tanti Vescovi (per fortuna le eccezioni non sono mancate!), una nuova modalità si stava delineando nell’essere prete, immerso nei problemi della gente, fianco a fianco di persone che avevano perso la strada della Chiesa, autonomo economicamente e perciò sganciato dalla retribuzione dei fedeli, preoccupato per una giustizia da distribuire su tutti.
In quegli anni ci si è fatti forti dei collegamenti tra i circa trecento preti operai italiani mediante Convegni specifici, Coordinamenti nazionali e internazionali, Revisioni di vita regionali e locali. Lì Gino non è mai mancato: è sempre stato pronto ad intervenire con i suoi meditati e preziosi contributi, da cui trasparivano la fatica, l’incomprensione, le resistenze e gli sprazzi di luce, originati da un ambiente lavorativo ancora grezzo per lasciarsi coscientizzare.
Giunto all’età di pensione, Gino “ha mutato il pelo, ma non il vizio”. E’ rimasto fino alla fine ancorato e fedele alla sua scelta primordiale, in contesto diverso, ma sempre missionario come direttore dell’Ufficio Missionario di Alba. Non ha mai cessato, fino all’ultimo respiro, di raccomandarmi, nelle frequenti telefonate, la tenuta di quei principi che ci” avevano resa bella la vita”: la povertà, la condivisione, il senso critico, il discernimento, la scelta preferenziale degli ultimi, il rapporto personale ed inclusivo verso tutti, la giustizia, la preghiera, la fede essenziale.
Voglio ricordare, in questo fraterno commosso congedo, la bella famiglia di Gino, che ha coltivato, nel suo costante affidamento al Vangelo, delle splendide vocazioni.
Infine, lasciatemi immaginare di essere ancora a pregare con Gino e con gli altri preti operai nella graziosa cappellina da lui allestita a S. Stefano Roero, paesino che gli ha dato i natali, diventata quasi un “museo”, che contiene l’altare e gli sgabelli che furono per lunghi anni richiamo per molti, ogni giovedì sera, in v. Belfiore 12, a Torino, alla celebrazione eucaristica con d. Carlo Carlevaris.
Noi con Gino, lui con noi: una grande Eucarestia, cui partecipano in Cielo ormai tanti altri amici preti operai … un grazie riconoscente al buon Dio, perché non cessa mai di regalarci dei profeti!

Moncalieri, 11-3-2026

d. Beppe, amico prete operaio

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MARIA E GIAMPIERO FERRARI 

Grazie don Gino della tua amicizia sincera e  profonda, del sostegno e fiducia, della mitezza, della forza, della pazienza, dell’ascolto.  

Ti siamo  grati per la tua vita testimonianza di amore  per gli ultimi, di disponibilità e di ascolto.  

Grazie per aver servito e amato la Chiesa e per aver sognato e lavorato per vederla rinnovata.

Sei stato un testimone di fede autentica, di amore verso chi incontravi. Hai dedicato il tuo tempo al centro missionario con passione, gratuitamente, attento alle esigenze di ogni missione.

Hai gioito con tutti e sofferto in silenzio. 

Ora ti attende l’abbraccio del Signore che hai amato, ascoltato e testimoniato. “Vieni servo buono e fedele Entra nella gioia del tuo Signore “.  Grazie don Gino 

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CINZIA CAMPIGOTTO, EDOARDO FENOCCHIO, ISMAELE FENOCCHIO, JACOPO FENOCCHIO

Carissimo Gino, mentre eravamo in pensiero per Serafino, tu e noi, hai pensato di partire per un lungo viaggio. Abbiamo iniziato questa Quaresima ancora insieme, con te; hai saputo darci indicazioni semplici ed essenziali che sono il ricordo recente che ci resta, in famiglia, di te.
Ci teniamo a dedicarti qualche istante, qualche parola per ricordare e fissare alcuni frammenti di quello che sei stato ma continuerai ad essere.
Quando ero giovane in Duomo la sera della veglia pasquale, luci spente, il canto dell’exultet che tu intonavi e recitavi portando il cero pasquale. Voce profonda e sicura, grande sacralità, la luce che illumina il mondo. Credo provassi amore per il canto e ricordo la direzione del coro, leggera e rispettosa.
Ricordiamo il tempo del sabato mattina, tu all’ufficio missionario. Hai dedicato minuti ore giorni, mille relazioni hai intessuto. Chi è partito, chi è tornato, i giovani e chi in missione lontano non è mai andato ma con le adozioni a distanza sognava di esserci: tutti ricomprendevi in un unico abbraccio che ha saputo avvicinare le distanze, i mondi ,le esperienze, le persone. Senza distinguo, senza giudizio, con profondo affetto.
La tua presenza al nostro matrimonio, il messaggio di tuo fratello Serafino, per augurarci un buon cammino, espresso attraverso la tua voce, il tuo trasporto, il tuo cuore. Grazie.
E in ultimo Serafino, con cui abbiamo avuto la fortuna di vivere per qualche mese. Quando parlavi di lui ti si illuminava il volto: come un padre per un figlio, con orgoglio, delicata protezione e benevolenza; come uno discepolo ammirato per un maestro, lontano, partito ma sempre e per sempre vicino al cuore. Serafino ti stimava e ti sentiva sempre davvero suo fratello.
Hai vestito in modo essenziale, hai camminato libero. Interpretavi sempre l’Eucarestia: probabilmente un po’ perché credevi che non si può non interpretare la vita, così come il vangelo: pensiamo credessi, <<o è vita, vera, o non è >>.

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ROBERTO ROB BRUTTO

“Ciao DonGi …., Ciao Bob “  , quante volte ci siamo scambiati questo saluto negli anni di lavoro trascorsi assieme alla Corino Macchine , a metà degli anni  ‘ 80 fino all’anno della tua meritata pensione .   Sei arrivato in un capannone appena affittato , per lo piu’ vuoto  . “Non c’è nemmeno un banco di lavoro”  mi hai detto , “  Insieme abbiamo fatto uno schizzo su un blok-notes  e dopo che è arrivato il materiale  lo hai saldato   , ed è iniziato così il nostro rapporto di amicizia .

 Rapporto di amicizia e stima che si è consolidato nel tempo non solo con il sottoscritto , ma con tutti i dipendenti . Sei entrato in punta di piedi nelle nostre vite sia nei momenti belli e purtroppo anche in quelli meno belli  , con tuo stile pacato ma sempre  determinato e pungente  , in particolar modo quando si ragionava di diritti , pace , lavoro.

Io non so definire esattamente chi sia  il “prete-operaio” , ma per me hai rappresentato con la tua vita quello che credo fosse l’intenzione del fondatore del movimento che se non mi ricordo male aveva origini francesi . Essere in mezzo alle persone nella quotidianità , respirare lo stesso ambiente ,  fatto di  fatica , sudore , stress, i problemi del quotidiano , sempre però  portando la tua umanità e la tua saggezza ,  la tua cultura , magari semplicemente spiegando durante la pausa  caffè il significato  di una certa parola che derivava dal greco o dal latino .

Smetto di scrivere perché mi si velano gli occhi dalle lacrime , mi conosci sono fatto così , grazie per avermi permesso di condividere con te un periodo della tua vita ,  per la cronaca ,  alla Corino Macchine ,  quel banco c’è ancora  in carpenteria , e se prima passando lo guardavo con un misto di nostalgia/sorriso  , adesso lo guarderò con occhi diversi , inizialmente permettimelo con  una punta di tristezza  , ma poi voglio lasciare lo spazio ad un sorriso ricordando solo le cose belle che ci hanno legato .

Ciao DonGi  .

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LUCILLA E GIANBEPPE POLLENZO

Ciao don Gino
Vorremmo dirti grazie, noi che abbiamo avuto il privilegio di camminare per un lungo periodo con te al nostro fianco.
Uomo di fede profonda, ci hai insegnato tanto
Voce profetica e scomoda, sempre dalla parte degli ultimi, hai interpellato le nostre coscienze aiutandoci a guardare la realtà del mondo.
Sei stato un punto di riferimento costante e prezioso per il nostro gruppo famiglie nel cammino di fede, così come hai saputo essere in ascolto e accogliente con le persone in ricerca.
Persona dall’animo delicato, poetico e creativo, ci mancherai tantissimo. Ti giunga la nostra gratitudine

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ADOLFO RICCA  

Il sorriso e i sandali: questi particolari saltavano subito agli occhi. Era una bella 

persona, dalla testa ai piedi. E poi l’ascolto e il dialogo: un uomo di pace, mite e profondo 

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PADRE LUIS PESCARMONA, GUARABIRA, BRASILE 

 L’ ANIMA MIA HA SETE DEL DIO VIVENTE, QUANDO VEDRÒ IL TUO VOLTO? (Sl 41) 

Con queste parole del salmo, SALUTO, insieme a tutti, il nostro carissimo DON GINO. 

Negli ultimi anni la salute si era notevolmente indebolita, ma sono sempre rimaste intatte le scelte fondamentali della sua vita e la visione/desiderio di modi nuovi di essere “chiesa”. Molto lucido e persistente nell’ analisi della pastorale e del “come ” essere cristiani presenti nel mondo di oggi. 

Ordinato sacerdote (1966) nell’ anno in cui sono partito per il Brasile…quando la nostra diocesi di Alba, aperta all’ invito della Fidei Donum, era in condizioni di offrire sacerdoti alle Missioni. 

Don Gino ha scelto la vita del prete operaio (movimento iniziato dal card.Suhard e altri) 

Missione difficile di lavorare “anonimamente”, nelle fabbriche, condividendo la vita e le fatiche dei lavoratori, testimoniando il Vangelo in un ambiente già percepito come “terra di missione”. 

Praticamente la maggiore parte della vita spesa insieme agli operai…e lui operaio della vigna del Signore  

GRAZIE DON GINO! 

Anche negli anni successivi in cui hai ricevuto e assunto la responsabilità del CENTRO MISSIONI DIOCESANO, hai aiutato tutti con sguardo ampio e ci hai visitato più volte. Le ragazze della TALITA (ormai madri di famiglia) ed i contadini degli accampamenti / insediamenti ti ricordano visualmente come il prete dalla ” barba grande” (per loro una novità piacevole). 

È stato questo il binario della tua vita (insieme a molti altri incarichi) 

Oggi sarebbe ancora possibile? 

Noi, pregando e lavorando, andiamo avanti nel cammino della vita… che è sempre quello di Emmaus…e contando i giorni! 

DIO TI HA ABBRACCIATO! 

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DON MATTEO SOMA’, CENTRO MISSIONARIO DI IVREA

Caro don Gino, grazie per la tua disponibilità verso il lavoro faticoso che ti ha fatto capire il valore delle fatiche della gente. Coraggio il paradiso é un luogo dove le porte sono sempre aperte e per entrare basta chiedere permesso…i poveri ti diranno “avanti, venga don Gino…” A casa é sua, fique a vontade…Caro don Gino grazie per la tua disponibilità verso il lavoro faticoso che ti ha fatto capire il valore delle fatiche della gente. Coraggio il paradiso é un luogo dove le porte sono sempre aperte e per entrare basta chiedere permesso…i poveri ti diranno “avanti, venga don Gino…” A casa é sua, fique a vontade…

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CENTRO MISSIONARIO DI NOVARA

A nome del Centro Missionario di Novara mi unisco nel ricordo e nella preghiera. La limpida testimonianza di don Gino ispiri i nostri pensieri e le nostre azioni perché il Regno di Dio trovi posto in questa tormentata umanità.  Don Massimo Casaro, direttore

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CENTRO MISSIONARIO DI BIELLA

Il centro missionario di Biella si unisce e porge le più sentite condoglianze. Il suo ricordo e il suo carisma ci spronano a lavorare con decisione per la missione. Lo ricordiamo con grande affetto. Padre Roberto, Debora e tutto il Centro Missionario di Biella

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GIAN PIERO BARBERO, A NOME DEI GRUPPI VANGELO DI CANALE, MONTEU, SAN GIUSEPPE DI SOMMARIVA E RODELLO. 

In questi giorni di sofferenza e di tristezza, i ricordi delle cose fatte con don Gino o grazie a lui e alle sue intuizioni, si accavallano e si sovrappongono. Un motivo per dire grazie come gruppi del Vangelo di Canale, Monteu, San Giuseppe di Sommariva e Rodello è proprio la nascita di questa attività in seno al gruppo missionario della vicaria sx Tanaro. La prima sollecitazione ci è venuta da una giornata di formazione promossa dal Centro Missionario Diocesano il 1° marzo 2015. Relazionava Don Felice Tenero del CUM di Verona, biblista e animatore dei gruppi di lettura popolare della Bibbia. In quell’occasione, lui spiegò l’importanza del mettersi in ascolto della Parola di Dio per coglierne gli aspetti più incarnati nella storia di ogni uomo. 

La seconda sollecitazione è arrivata grazie alle schede preparate nel 2016 dall’Ufficio Catechistico e dall’Ufficio Missionario sul tema della Misericordia. Don Luigi Lucca e don Gino proponevano sei letture dell’Antico Testamento ed altre sei del N.T. con le parabole della Misericordia raccontate nel Vangelo di Luca. L’anno seguente, sempre nel contesto delle attività del Centro Missionario, don Gino invitò Maria Soave Buscemi, biblista popolare, laica e missionaria in Brasile. Anche grazie a lei, la passione per l’approfondimento della Parola si è consolidata. Avevamo chiesto personalmente ad amici e conoscenti se fossero disposti a fare un cammino insieme; nel 2016 si sono fatti 4 incontri in due case messe a disposizione da due famiglie del gruppo. Visto il giudizio positivo dei partecipanti si è deciso di continuare l’anno seguente. Un grosso aiuto ci è stato dato dai coniugi Lidia e Tista Galvagno che hanno messo a disposizione dei gruppi le loro competenze, preparando le schede per gli incontri. I gruppi Vangelo, a distanza di 10 anni dal loro inizio, continuano e, grazie a Dio, si stanno allargando. Una cosa che personalmente mi porto dentro è questa: un giorno chiesi a don Gino se volesse partecipare ad un incontro e lui mi rispose: “Andate avanti voi tranquillamente e non fatevi problemi; noi preti a volte parliamo troppo”. Per tutto questo dobbiamo dirgli un grosso GRAZIE: per il suo essere presente nella discrezione e nel servizio.

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MATTEO GHIGLIONEMARENE 

Gino è stato un amico, un prete operaio, un missionario, un uomo libero.

Ci siamo conosciuti molti anni fa, quando i centri missionari diocesani della provincia di Cuneo decisero di collaborare per preparare i giovani che desideravano vivere un’esperienza missionaria estiva. Insieme lavoravano i centri di Alba, Saluzzo, Cuneo, Fossano e Mondovì.
Fu una stagione molto bella, durata diversi anni.

All’inizio, ad animare quel percorso, c’era padre Antonio Rovelli, missionario della Consolata. Poi quell’esperienza ha continuato a camminare con le proprie gambe, sostenuta dall’entusiasmo di tanti giovani e accompagnatori.

È proprio in quel contesto che ho conosciuto don Gino.

Con il tempo siamo diventati amici. In lui ho sempre riconosciuto qualcosa di prezioso: una tenerezza profonda, un grande senso di giustizia e il sogno di una Chiesa più aperta, più vicina alle persone, più impegnata nella storia.

Oggi lo ricordo anche guardando una fotografia di gruppo scattata durante uno dei nostri incontri a Cussanio.
In quella foto ci siamo tutti: giovani, animatori, amici. E in mezzo c’è anche lui.

Mi piace pensare a don Gino così:
con quegli occhi capaci di vedere la bellezza,
con i suoi sandali, segno di un cammino sempre in movimento.

Sandali che parlavano di una strada da percorrere.
Non una strada asfaltata e comoda, ma una strada di campagna, un sentiero fatto di terra e di sabbia: la strada delle persone semplici ma anche dei sognatori che sanno indugiare con coraggio.

È lì che don Gino ha scelto di camminare.

E credo che il suo ricordo continuerà a vivere in tutti noi e in tutte le persone che, nella Chiesa e fuori dalla Chiesa, continuano a impegnarsi per renderla più umana, più bella, più aperta al mondo.

Grazie Gino!

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DON VALERIO BERSANO, A NOME DI FONDAZIONE MISSIO ROMA E INCARICATO REGIONE PIEMONTE PER I CENTRI MISSIONARI DIOCESANI 

Roma, 11 marzo 2026
Alla cara Eccellenza Monsignor Marco BRUNETTI, vescovo di Alba
La Commissione Missionaria della nostra regione ecclesiastica (Piemonte e Valle d’Aosta) partecipa all’unanimità alla preghiera di suffragio per don Gino Chiesa. Ringraziamo Dio per il grande dono che ci ha fatto attraverso don Gino che si è dimostrato un fratello prezioso, camminando accanto a tutti noi come uomo saggio e buono, amante della Pace, operaio del Vangelo e col Vangelo. Mentre lo affidiamo
al Padre della Vita con la Chiesa, in modo particolare con la Chiesa albese, gli chiediamo di intercedere per la Pace, tanto desiderata dai popoli che più soffrono in questo momento drammatico.

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ANDREA PIONZO, ALBA

Per Gino, prete, amico e dirimpettaio di ufficio.

Il sabato ti chiamavo: “Gino, vieni a prendere un caffè.” Eravamo quasi gli unici nel “palazzo” .
A volte era davvero per un caffè, altre per un semplice bicchiere d’acqua … ma più spesso era per regalarci qualche minuto di chiacchierata, di confidenza, di amicizia.
Sei stato una persona attenta e sensibile, un uomo di relazioni. Un uomo che ha sempre cercato di seminare pace e di condividere la gioia di quella Bella Notizia che ha accompagnato tutta la tua vita.
Mancheranno i nostri caffè del sabato, le nostre parole, i nostri saluti. E mancherà soprattutto quel tuo “Buona domenica” quando te ne andavi, dicendomi che
dovevi prepararti per il giorno dopo. E anche quando non avevi un posto dove celebrare … lo facevi lo stesso sempre con tutto il desiderio che ti riempiva.

Sempre con il sorriso.
Sempre con il desiderio di donare pace.
Grazie per la tua amicizia in questi anni.
Grazie per averCI portato e seminato pace, la vera pace!

A Dio, Gino

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PIERO, COMUNITA’ DI BASE  

Piero che è prete di una chiesa ecumenica sorella e partecipa sempre dei circoli di lettura popolare della Bibbia che facciamo da anni ogni 15 giorni su zoom a cui Gino fino a 15 giorni fa ha sempre partecipato…Piero ha così scritto da giovane prete e desidero condividere… 

A Gino, che non ho conosciuto… e che pure mi ha parlato 

 Non ho mai avuto una relazione diretta con Gino. Non ci siamo mai seduti uno di fronte all’altro, non ci siamo mai scambiati una parola che potessi chiamare “nostra”. 

Eppure, da anni, Gino mi accompagna. 

 L’ho ascoltato nei circoli di Vita e Bibbia, nelle voci di chi lo ha conosciuto davvero, nei racconti che tornavano sempre con la stessa luce negli occhi. 

E in quel passaggio di parola — così semplice, così umano — ho imparato più di quanto potessi immaginare. 

 Gino era un prete operaio. Ma prima ancora era un uomo che aveva scelto di stare dove la vita pulsa forte, dove la fatica non si racconta ma si condivide. 

Di lui mi ha colpito soprattutto il silenzio: non quello che tace, ma quello che custodisce. 

Quel silenzio che non si impone, non pretende, non spiega tutto. 

Quel silenzio che lascia spazio all’altro, che ascolta, che accoglie. 

 Da Gino ho imparato che il Vangelo non ha bisogno di effetti speciali, ma di mani sporche, di passi lenti, di presenza. 

Ho imparato che si può essere guida senza mettersi davanti, che si può insegnare senza salire in cattedra, che si può amare senza fare rumore. 

 Non l’ho conosciuto, è vero. 

Ma alcune persone non hanno bisogno di incontrarti per cambiarti. 

E Gino, per me, è una di queste. 

 Grazie per ciò che hai lasciato. 

Grazie per ciò che continua a germogliare.

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FRANCO FOGLINO, ALBA

Ciao Gino,
mi fa piacere ricordare il lungo cammino percorso insieme.
Ho ripensato tante volte alla coincidenza di quell’inizio estate del 1966: il 29 giugno tu ricevevi l’ordinazione sacerdotale, il 2 di luglio Anna ed io ci univamo in matrimonio. Da allora i nostri cammini si sono incontrati, confrontati, sostenuti. Tu sei stato un amico esigente non perché pretendessi qualcosa, ma per il tuo modo di vivere che non poteva lasciarci indifferenti e spronava all’impegno.
I sentieri percorsi sono stati tutti in salita e non soltanto perché ci piaceva la montagna, ma per la ricerca spirituale, umana e sociale di cui erano lastricati.
Abbiamo incontrato grandi maestri e condiviso speranze impossibili che hanno dato senso alle nostre vite.
Non abbiamo sperato invano: ci ritroveremo insieme per dirci che con l’impegno di tutti questo mondo cambierà.

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LIDIA E TISTA GALVAGNO, MONTEU ROERO

In questi giorni abbiamo ricevuto tanti pensieri, ricordi messaggi, testimonianze su don  Gino: una specie di saluto corale dalla diocesi, dall’Italia e dal mondo.

Penso, in questo momento, al lavoro nel Centro Missionario Diocesano, in questi ultimi vent’anni. Un ufficio di Curia è diventato un centro promotore di attività e un luogo di incontro. Don Gino era un po’ il nostro “Patriarca”, con un suo personalissimo stile. Proviamo a ricostruirlo e a ricordarlo, pensando alle tante persone, enti, associazioni con i quali siamo venuti in contatto.

1. Il primato dell’umanità: don Gino non passava inosservato: la sua barba, i suoi sandali e soprattutto il suo sguardo attiravano l’attenzione. Molte persone entravano al Centro Missionario per essere ascoltate, non solo per lasciare una offerta. Don Gino ha insegnato anche a noi dell’equipe ad ascoltare. Spesso le riunioni cominciavano con il racconto di ciò che stavamo vivendo. Poi si passava all’ordine del giorno.

2. Uno sguardo sempre rivolto alla realtà sociale e politica, seguendo il metodo imparato concretamente in fabbrica: “In una mano il giornale, nell’altra la Bibbia”. Era preoccupato per le crescenti disuguaglianze nel mondo e per l’arroganza dei potenti. Ci ha insegnato che non ci può essere pace senza giustizia. Ci ha trasmesso il suo grande amore per i poveri, per i lavoratori, la sua capacità di essere vicino a tutte le povertà.

3. Una fede profonda, ma una fede laica, strettamente legata alla vita: la fede di chi ha  imparato a stare con la gente, a camminare con il passo delle persone semplici. Certo una fede scomoda, che non lascia dormire sonni tranquilli. Una fede inculturata nelle culture dei popoli, anche di quelli che mettono in questione il nostro stile di vita.

4. Un missionario a 360 gradi: quante volte ci ha ripetuto che tutta la Chiesa è missionaria, che dobbiamo essere missionari anche qui: testimoni del vangelo con chi va in chiesa e con chi non ci va più, per tanti motivi. Era molto preoccupato per i giovani, non più attratti da Gesù, forse per colpa anche nostra. Ci invitava spesso ad essere attenti ai vari linguaggi.

5. Ascoltatore attento delle voci dei missionari. Teneva i contatti con tutti: ha saputo passare dalle lettere alle mail, ma amava particolarmente il telefono. Telefonare era il suo modo di “stanare” chi per un po’ di tempo non si faceva sentire. Ma la gioia più grande era riuscire ad andare di persona in terra di missione e accogliere con un  abbraccio fraterno chi rientrava.

6. L’importanza della formazione e della ricerca personale: non mancava mai agli incontri regionali, era felice di partecipare a convegni, a giornate di spiritualità. Era fedelissimo all’annuale appuntamento di Assisi, luogo di incontri, di amicizie, di crescita spirituale.

7. L’amicizia come 8° sacramento. Nel nostro gruppo sono nate amicizie belle che ci hanno sostenuti nei momenti difficili della vita. Abbiamo toccato con mano che lavorare insieme, preti e laici, uomini e donne è la bellezza della Chiesa attuale. Don Gino ci ha lasciati l’8 marzo, festa della donna: che sia quel passaggio di consegne che tante volte ha sollecitato?

L’elenco potrebbe continuare… Proviamo a farlo continuando a pregare insieme.

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MAURIZIO CORAGLIA, A NOME DI TUTTI I LAVORATORI DI CORINO MACCHINE 

Avevo 10 anni, quando con altri ragazzini della mia parrocchia, accompagnati dal parroco Don Luigi Gallina, ho assistito in duomo ad Alba all’ordinazione sacerdotale di Don Gino. 

Se la mente non mi inganna erano otto giovani chierici, tra i quali anche Don Angelo Conterno e Don Carlo Franco (coadiutore del nostro parroco per alcuni anni e motivo della nostra 

partecipazione all’ordinazione). 

L’ho poi ritrovato molti anni dopo, nel 1986, allorquando fui assunto in una piccola azienda, da poco costituita: la Corino macchine di Monticello d’Alba. Il volto ricoperto da una lunga barba nera come nessuno usava più; molto diverso da come lo ricordavo. 

Fu solo dopo aver fatto le reciproche presentazioni che mi ritornò in mente quel giovane sacerdote visto anni prima. 

Don Gino, mi confidò di aver in seguito fatto la scelta di vivere il proprio ministero sacerdotale in mezzo ai lavoratori, diventando prete operaio. Dopo alcune esperienze negative (i datori di lavoro guardavano con sospetto, questo prete sui generis un po’ sindacalista, sempre in prima linea e dalla parte dei più deboli). Trovò infine la sua collocazione definitiva alla Corino macchine, dove, grazie al titolare fu accettato e poté integrarsi facilmente. Rimase in azienda fino al raggiungimento dell’età pensionabile nel 2007. In azienda, inizialmente si occupò del reparto carpenteria. Era un bravo saldatore, conosceva e praticava tutte le tipologie di saldatura. Poi passò al montaggio meccanico dei componenti che costituivano il macchinario tessile. Persona precisa, discreta e attenta, non amava farsi chiamare “don”, ma semplicemente “Gino” o “Dongi” come molti di noi colleghi scherzosamente lo appellavamo. Durante gli anni trascorsi in azienda ha contributo molto a creare un gruppo di lavoro affiatato e motivato, smussando sul nascere le diatribe fra colleghi. 

L’azienda è stata la sua parrocchia per 18 anni. Ha celebrato, matrimoni, battesimi e purtroppo anche funerali. Per questo merita da parte di tutti noi suoi ex compagni di lavoro un doveroso: GRAZIE sicuri che dal cielo continuerà la sua opera e l’impegno verso i più deboli e disagiati. 

Grazie ancora Gino! 

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SARA CONTERNO, ALBA

Ciao Don Gino,

un saluto commosso e denso di gratitudine.
… Con il rammarico di non averti conosciuto abbastanza, con le parole e gli sguardi che portavi sul mondo, sulle persone e sulle storie.
… Con l’entusiasmo del primo incontro, tu padre saggio e accogliente, io portatrice di domande.
… Con la riconoscenza rispetto ai pensieri e ai sogni, su un mondo diverso e una chiesa nuova.

Buon viaggio, asante sana…

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CIRCOLO ACLI, SCAPARONI

Ieri è mancato il caro amico del circolo e di Scaparoni, don Luigi Chiesa ma da tutti ricordato come don Gino.
Prete operaio, metalmeccanico e da sempre vicino agli ultimi. Lo ricordo nelle tante battaglie per la Pace, per la situazione degli immigrati e a sostegno delle parità di diritti per tutti.
Ricorderemo tutti la sua iconica barba bianca lunga fino alla pancia e i sandali ai piedi anche d’inverno.
Una decina d’anni fa ricordo che venne a Scaparoni a sostituire don Franco ad una messa di Natale ed entrando in chiesa il mio piccolo Martino mi disse: “ papà papà qui a Scaparoni siamo importanti, ci hanno mandato direttamente babbo Natale a dire messa”.

Buon viaggio don Gino
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NOEMI BECCARIA, NARZOLE 

Caro don Gino, ti voglio ricordare così come ti ho conosciuto: prete operaio, sempre dalla parte degli ultimi, con le mani nella vita concreta e il Vangelo nel cuore. 

Ti sei spento proprio ieri, proprio nel giorno della Festa della Donna. L’ultima volta che ci siamo sentiti al telefono mi hai detto, con passione e convinzione, che c’è bisogno delle donne nella Chiesa, che è importante che le donne facciano teologia, che la Chiesa deve cambiare. 

Conserverò il tuo messaggio di Natale come un tuo piccolo testamento spirituale: “Sento nel tuo orizzonte coraggioso le radici dell’umanità di Gesù. Continua, nasce una Chiesa nuova”.  

Io, noi, continuiamo. O almeno ci proviamo. E tu, da lassù, aiutaci, affinchè questa non rimanga solo un’utopia, ma una nuova Chiesa e una nuova società – aperte, profetiche, coraggiose e fraterne – nascano davvero. 

A(d)-Dio, caro don Gino! Ci mancherai!

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PATRIZIA E MICHEAL KASELA, CHERASCO 

Caro don Gino, se pensiamo ad una vita ben spesa, densa e ricca, non possiamo non pensarti. Ringraziamo per aver condiviso con te così tanta missione, costruito comunità attorno al Vangelo. Grazie per la tua testimonianza di vita. Ora ti sappiamo pienamente libero di celebrare la vita insieme a Colui e coloro che tanto hai amato… Prega per noi… until we meet again.Buon viaggio don Gino, Safari njema.

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ANNA MARIA TIBALDI, ALBA

Don Gino! Il suo essere uomo e sacerdote di pace, di dono, di dialogo, di studio, ci interpelli. Camminatore e lavoratore instancabile, in missione qui tra noi con un orizzonte universale. Ringraziamo il Signore per averci donato la sua testimonianza.

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SINDACO ALBERTO GATTO, ALBA – Don Gino Chiesa ha saputo incarnare fino in fondo la scelta del prete operaio, condividendo la vita e le fatiche del mondo del lavoro e mettendo sempre al centro la dignità delle persone e la difesa dei diritti. Una testimonianza vissuta con coerenza e semplicità. Alla guida del Centro Missionario Diocesano fino al 2025, don Gino ha promosso una Chiesa aperta, sobria e profondamente solidale, capace di vivere la missione come impegno concreto nella realtà di ogni giorno. Nato a Santo Stefano Roero in una famiglia numerosa di dieci figli ha portato con sé per tutta la vita il senso profondo della fraternità. Anche il legame con l’esperienza missionaria vissuta dal fratello Serafino Chiesa, missionario a Kami in Bolivia, testimonia una vocazione familiare aperta al mondo e agli ultimi. Con il suo ascolto paziente e la coerenza della sua vita, don Gino ha lasciato un segno indelebile nella città di Alba. Alla sua famiglia e a quanti gli hanno voluto bene va l’abbraccio sincero e riconoscente dell’intera comunità cittadina.

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PASTORALI SOCIALI, TEOFILO OTONI, BRASILE

Cari amici della diocesi di Alba, 

 Oggi, noi menbri delle pastorali sociali della diocesi di Teófilo Otoni, ci uniamo a ciascuno di voi per celebrare la resurrezione del nostro amato fratello in questo cammino, Padre Gino. 

 È stato un onore, una gioia e un privilegio imparare e camminare con lui. Quindi oggi non possiamo che ringraziare Dio per un dono così prezioso. Padre Gino è stato un vero profeta tra noi, indicandoci la via della sequela di Cristo e di una Chiesa in uscita, impegnata per una vita piena per tutti. 

 Vogliamo condividere con voi il nostro ultimo incontro (virtuale), avvenuto qualche settimana fa: per quasi due ore abbiamo parlato e pregato insieme… Padre Gino ci ha parlato della sua salute, del suo amore per noi e per la nostra lotta, abbiamo pianificato insieme delle attività, abbiamo ricordato le sfide della missione e dei poveri qua e là, abbiamo condiviso i dolori e le gioie del servizio pastorale agli esclusi… alla fine gli abbiamo chiesto di benedirci e lui ha risposto: nel nome di Dio vi benedico, ma anche voi dovete benedire me. E così abbiamo fatto! Abbiamo concluso benedicendoci a vicenda, sentendolo gioioso, pieno di vita e desideroso di continuare a dialogare e camminare con noi. 

 Non lo sapevamo, ma quel giorno ci stavamo dicendo addio… 

 Come voi, ora proviamo un grande “SAUDADE” (quella nostalgia che provano solo coloro che hanno amato e sono stati amati), ma siamo certi: Padre Gino è stato un dono prezioso di Dio alla Diocesi di Alba, alla Diocesi di Teófilo Otoni, e a tanti luoghi dove ha seminato i semi della missione… Padre Gino appartiene al Padre, e ora ritorna al Padre. 

 Ma la cosa bella è che Dio lo prende, ma ci lascia con la sua testimonianza, il suo radicalismo evangelico, la sua voce profetica, i suoi insegnamenti e il suo amore. Tertulliano, nel II secolo, ci insegnava già che il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani. 

 Allora ci chiediamo e chiediamo a tutti quelli che ammiravano e amavano Padre Gino: CHE TIPO DI CRISTIANO DOVREI ESSERE PER ONORARE LA SUA MEMORIA? 

 Qui in Brasile, quando i nostri profeti se ne vanno e ci lasciano, non diciamo che sono morti : 

Non vengono sepolti, ma piantati nella terra… e, come semi, rimangono vivi, germogliando nella lotta del popolo di Dio. Perciò, con gioia e fede nella risurrezione, diciamo insieme: 

 Don Gino PRESENTE nella lotta del popolo ! Don Gino: PRESENTE nella lotta del popolo ! Don Gino: PRESENTE nella lotta del popolo ! 

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APJ – TEOFILO OTONI – Caro Padre Gino Chiesa, Che cosa meravigliosa quando la vita è vissuta nella sua pienezza! Sappiamo che piangiamo, ma tu stai sorridendo, come dice il detto popolare. Ora possiamo dirti, come in una canzone brasiliana: “manda notizie dal mondo di là…”. Oggi hai già abbracciato i tuoi che sono partiti. Oggi hai avuto la felicità di abbracciare anche i nostri che, presto o nell’ora di Dio, sono partiti. Oggi puoi dire: “La cosa che mi piace è poter partire senza piani! […] Ogni giorno è un andare e venire, l a vita si ripete nella stessa stazione!”. “E così, arrivare e partire sono solo i due lati dello stesso viaggio! Il treno che arriva è lo stesso della partenza!”. Ora ci resta piangere e sorridere. Tu, Padre Gino, oggi sei partito verso l’altro lato della vita. E, come ci invita Sant’Agostino, continueremo a chiamarti. Continueremo a parlarti. Sì, ora hai abbracciato sorella morte, come affettuosamente la chiamava San Francesco d’Assisi. Ora sei stella per i bambini e, per noi, sei energia che riscalda. Ora sei luce che illumina i cammini di chi resta. Grazie per aver assunto con generosità il pilastro del pane, capace di articolare il rapporto tra liturgia ed evangelizzazione, valorizzando la realtà delle comunità e le loro sfide oltre frontiera. Grazie per aver assunto con ardore il pilastro della Parola, per far conoscere Gesù. Grazie per aver assunto con umiltà il pilastro della missione, dando priorità agli esclusi e promuovendo il protagonismo dei laici. 

Grazie per aver assunto con serenità il pilastro della carità, facendo sì che la Diocesi di Alba attraversasse l’oceano, ma anche prendendosi cura degli immigrati e di ogni tipo di esclusione che cresce in tutti i Paesi. Vai in pace, Padre Gino! “L’ora dell’incontro è anche quella dell’addio!” “È la vita di questo mio luogo!” Abbraccia per noi Padre Franco Monchiero. Abbraccia per noi Padre Bruno. Abbraccia per noi Gino Nuovo. Abbraccia per noi Padre João Sacco. Abbraccia per noi Padre Celestino. Abbraccia per noi Lucciano Tarditi. Abbraccia per noi Padre Domingos. Abbraccia per noi Padre Massimo. Abbraccia per noi Padre Giovanni. Abbraccia per noi Padre Piero. Manda notizie dal mondo di là!

Teófilo Otoni, 9 marzo 2026

Ah! Abbraccia per noi Suor Arcangela e tutte le Suore Luigine! Sentiti abbracciato da Dio e da noi. 

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SUOR LUCIA CANTALUPO, SAPE’, BRASILE

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PADRE ANTHONY E PADRE HUBERT, FIDEI DONUM (GERMANIA), DIOCESI DI MARSABIT 

Don Gino era un grande uomo di Dio nella sua semplicità e nel suo amore per le missioni. Lo ricorderemo nella S. Messa di domani (mercoledì 11). I nostri saluti e le nostra gratitudine alla famiglia in questo triste momento, che fa parte del viaggio della vita. 

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PADRE ALEX, VICEPARROCO DI MARSABIT, KENYA 

“Pole sana” per la partenza di don Gino. Ieri e oggi (lunedì 9 e martedì 10) abbiamo pregato per lui nella Santa Messa. Le nostre condoglianze a tutti voi. Un amico in meno in terra, però uno in più in cielo. 

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FR. TITO, PARROCO DI MARSABIT, KENYA “A missionary minded Priest. He showed us a lot of Love when we visited Alba. And when he came here in Marsabit. We will celebrate Mass for his soul on Monday 9 in Marsabit cathedral.” 

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BORU GOLICHA, AMMINISTRATORE DELLA CITTA’ DI MARSABIT, KENYA – “Very sad, a humble servant of God, I remember him taking a lot of interest in listening about the history of Marsabit.   He joined us in family retreat when we gathered in one of the center where the family shared meals. I had along chat with him when he visited Marsabit during the 69 years of celebration, he connected me to Ft. Tibaldi on phone.   Raha ya milele mpee eeh Bwana, mwanga wa milele umwangazie apumzike kwa amani.”

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SUOR AGNES, SUORE LUIGINE, ALBA – Ci dispiace molto di questa notizia.  Dopo una vita tutta dedicata al servizio del Signore, lo accolga in paradiso tra la schiera dei suoi angeli a braccia aperte in Paradiso. 🙏🏻  Ricordiamo con gratitudine al Signore per tutto quello che ha fatto per le missioni e per le suore Luigine nel mondo. 

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SUOR TERESA DE JESUS, JUAZEIRO, BRASILE – Buongiorno! Noi del CETGIB e le Suore Luisinhas di Juazeiro, Bahia, siamo uniti nella preghiera per Dom Gino. Siamo profondamente grati a Dom Gino per il bene che ha fatto ai più vulnerabili che sono accompagnati da noi che facciamo parte della missione nella diocesi di Juazeiro.   “Signore Dio, oggi eleviamo i nostri pensieri a Te con cuori colmi di gratitudine. 

 Grazie Per la vita di Don Gino Chiesa, che è stato strumento del Tuo amore sulla terra. La sua generosità verso i più bisognosi non era solo carità, era un riflesso del Tuo amore. Riposa in pace, sapendo che la tua missione è stata compiuta.  Abbraccio fraterno 🙏

 Sorelle Luisinhas , Juazeiro Bahia 

RICORDI E CAMMINI CONDIVISI:

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