Alcuni suggerimenti per la lettura della lettera apostolica di Leone XIV in collaborazione con il Servizio Diocesano per l’apostolato biblico e il giornalino “Voci dal mondo”: leggere la “Dilexi te” in Avvento per riscoprire l’amore di Dio per ciascuno di noi.
la Lettera apostolica Dilexi te, “Ho amato te”. Sappiamo che questa Lettera era stata iniziata da Papa Francesco. Papa Leone dice chiaramente che, avendo ricevuto questo progetto come una “eredità”, volentieri l’ha fatto suo. Il messaggio della Lettera è identico a quello del Natale: Dio, facendosi uomo in Gesù “ha amato te”, ha amato ciascuno di noi personalmente. Una dichiarazione di amore chiede una risposta. Rispondere a questo amore non è pronunciare qualche formula più o meno sdolcinata, ma amare i fratelli, in particolare i poveri. Ecco il tema di fondo della Lettera: che “tutti i cristiani possano percepire il forte nesso che esiste tra l’amore di Cristo e la sua chiamata a farci vicini ai poveri” (n. 3).
IL TESTO DELLA LETTERA APOSTOLICA>>
Passaggi da leggere e rileggere:
- Il significato dl titolo, l’invio a una comunità specifica e “speciale”- Paragrafi 1,2,3 che spiegano perché l’ esortazione si chiama così. Si rifà all’ Apocalisse, comunità di Filadelfia, molto povera in confronto a quella ricca di Efeso
- le cause della povertà – Paragrafi 80 e 81: leaders popolari, le cause strutturali della povertà
- l’America Latina – Paragrafi 90, 91 e 92 che parlano di Medellin e Puebla
- Dio sceglie i poveri – il secondo capitolo della Lettera è una meditazione bellissima su questo tema.
- una chiesa per i poveri – nel terzo capitolo una riflessione sulla scelta della povertà
- la scelta dei poveri va oltre la dimensione personale – un pensiero sul ruolo dei movimenti e delle associazioni che cercano di dare maggiore concretezza ed efficacia alle scelte individuali.
Il Papa scende nel concreto, invitandoci ad ascoltare il grido dei poveri che “interpella costantemente la nostra vita” (n.9), quel grido “tante volte soffocato dal mito del benessere e del progresso, che lascia molte creature al loro destino”. Ancora: “Non ci può essere pace senza giustizia e i poveri ce lo ricordano in tanti modi, ad esempio con il loro migrare”.
Nel capitolo terzo, “Una Chiesa per i poveri”, il Papa ripercorre la storia della cristianità, per mostrare che questo stile di vita, messo in risalto da S. Francesco, è stato una costante della storia, da S. Giustino – “I cristiani vedono nei poveri dei fratelli e delle sorelle in Cristo” – a S. Ambrogio e a S. Agostino: facendo la carità non dai al povero del tuo, ma gli restituisci del suo. Scegliere i poveri è anche un invito a scegliere una vita più sobria, più semplice e autentica.
Un approfondimento:
è suggerita la lettura dell’omelia per la giornata del povero 2025>>:
La povertà interpella i cristiani, ma interpella anche tutti coloro che nella società hanno ruoli di responsabilità. Esorto perciò i Capi degli Stati e i Responsabili delle Nazioni ad ascoltare il grido dei più poveri. Non ci potrà essere pace senza giustizia e i poveri ce lo ricordano in tanti modi, con il loro migrare come pure con il loro grido tante volte soffocato dal mito del benessere e del progresso che non tiene conto di tutti, e anzi dimentica molte creature lasciandole al loro destino.

